Frutti di Martorana, l’ artigianato del dolce siciliano

Tutte le pasticcerie siciliane degne di tale nome le espongono in vetrina: sono i Frutti di Martorana, o frutti di pasta reale. Si tratta di piccoli gioielli di artigianato dolciario, bellissimi da veder e buoni da mangiare. L’ impasto è a base di mandorle ridotte a farina, dal sapore molto simile al marzapane, e una volta ben lavorato riproduce magnificamente la forma di frutti colorati. Sono pura allegria per gli occhi e per il palato, soprattutto per chi ama i sapori dolcissimi delle mandorle mescolate ad alte dosi di zucchero. Ecco perché ne parlo spesso anche nei corsi di Cucina del Sole.

La tradizione dell’ Isola gioca spesso con l’immaginario del Buongustaio. I veri frutti di Martorana sanno solo di mandorle, e il fatto che per essere trasformati in piccoli capolavori vengano usati dei coloranti alimentari, non significa che vengano proposti con aromi o sapori diversi. 

La fragola di Martorana dunque non sa di fragola, così come la banana non sa di banana e meno che mai il finocchio ricorda la verdura. Il sapore resta identico in ogni caso, nonostante questi dolcetti accendano l’immaginazione dei più piccoli e non solo. Seppur è vero che molte pasticcerie decidano qualche volta di aromatizzare con rosoli adeguati all’impasto (molto gettonati quelli agli agrumi), si tratta comunque di piccole concessioni alla modernità.

Quella che vi propongo qui è la ricetta che mia madre Eleonora Consoli propone nel suo libro “La cucina del sole”, edito da Dario Flaccovio.

Martorana

Ingredienti: 

1 kg di mandorle pelate

1,5 kg di zucchero

la scorza di 3  limoni non trattati, grattugiata

coloranti naturali per dolci. 

Procedimento:

Sgusciare le mandorle, porle ad asciugare per quattro giorni quindi pestarle  molto finemente con un mortaio finché raggiungeranno la consistenza della farina. 

Versare lo zucchero in una pentola sul fuoco, aggiungere un bicchiere d’acqua  e portare a ebollizione; rimescolare finché il composto farà il filo. 

Togliere il recipiente del fuoco, incorporare la farina di mandorle, la scorza di limone e lasciare raffreddare il composto lavorare molto freddo ricavarne forma di frutta, verdura animali. Dipinge le forme con colori per dolci e farle asciugare per qualche ora prima di consumarle. 

Ovviamente il mortaio non è necessario e potrete ricavare la farina di mandorle da un normale robot da cucina, ma vi posso assicurare che il risultato non sarà identico. Se siete bravi a manipolare la pasta sbizzarritevi e divertitevi, ma ricordate che esistono in commercio (e in molti negozi on line) specifici stampi in gesso per ottenere le forme di frutta di Martorana tipicamente siciliane.

Un ultimo dettaglio. Il nome di questi “fruttini” derivano dal monastero della Martorana di Palermo.

 

La storia e la lavorazione dei Frutti di Martorana sono affascinanti. Il sapore delle mandorle ancora una volta resta al centro dei dolci siciliani. Se vuoi saperne di più su ricetta della tradizione frequenta i nostri corsi nella mia casa di Viagrande. 

“Si dice che un giorno venne la regina (Maria Carolina). La sovrana e  il seguito gradirono molto la merenda ma le espressioni più vive di ammirazione furono per i frutti di Martorana”. Alessandro Giuliana Alaimo, Tradizioni popolari e dolci della Sicilia.