La vera ricetta della Mostarda siciliana di Fichi d’India

Dire “mostarda” in Italia può rimandare a molti sapori, ma nella Sicilia di oggi è un prodotto culinario della tradizione sempre più raro da trovare nei negozi di delikatessen isolane.  Una mostarda che conserva il sapore dell’estate ma che si consuma in autunno, è quella di Fichi d’India, ricavata dal succo delle spinosissime e succulente bacche che trovano un habitat ideale proprio ai piedi del Vulcano Etna, propria nella zona di Cucina del Sole, dove ne esiste una coltura DOP. I colori di questi dolcissimi frutti ricchi di semi e di Vitamina C, varia dal giallo all’arancio, al rosso carminio.

Il fico d’India è un’icona dell’Italia meridionale e il frutto solitamente va consumato sbucciato e freddo da frigo. La mostarda siciliana però possiede un’identità propria che quasi prescinde dal  frutto: può essere consumata appena cucinata, fredda da frigo o persino tiepida. Ma l’uso -storicamente- più appropriato è quello di versarla nelle tradizionali formine di ceramica di Caltagirone che richiamano motivi floreali o sacri, e farla seccare  al sole per qualche giorno, oppure adoperando un essiccatore.

Una delizia di solito apprezzata a tutte le età, e che spesso viene abbinata alla cannella o al cacao e ricoperta di mandorle. Se la mostarda viene essiccata può durare anche molti mesi.

 

Settembre ed ottobre sono i mesi migliori per gustare i Fichi d’india e la sua mostarda. Per sbucciare gli spinosissimi frutti consiglio questo efficacissimo video su YouTube !

La ricetta siciliana doc è piuttosto facile. Eccola:

Mostarda di Fichi d’India

Ingredienti:

fichi d’India

amido di grano o di mais

cacao amaro facoltativo 

Procedimento:

Sbucciare i fichi d’India e metterli a cuocere in una pentola sul fuoco moderato, rimescolando spesso finché il composto si sarà ridotto a circa una metà. Filtrare il liquido ottenuto attraverso un colino o un passa verdure (in passato si usava un panno di lino), misurarlo e aggiungere, per ogni litro, 120 g di amido. Mescolare bene facendo attenzione a non formare grumi ed eventualmente passare ancora una volta al colino fine. Porre il composto di nuovo sul fuoco e dal momento dell’ebolizzione, farlo cuocere a fuoco moderato per circa mezz’ora. Versarlo in una ciotola, oppure meglio, nelle apposite formelle di terracotta precedentemente inumidite ( ma vanno vene anche quelle di silicone)  e porlo ad essiccare all’aperto, sotto il sole. Se si gradisce il gusto del cioccolato aggiungerlo all’amido prima di rimescolare, rispettando la dose di 30 g di cacao amaro per ogni litro di liquido.

 

 

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