Fichi secchi, riscoprire il sapore del Sud italiano

Dici fichi secchi e pensi a certe tavolate delle Feste comandate, ai buccellati del Sud Italia o ai dolci natalizi della tradizione nord europea. Eppure i fichi rimandano prima di tutto alle calde giornate estive e all tempo lento dell’essiccazione all’aria aperta. Prepararli in casa è conveniente e offre il vantaggio di scegliere i frutti a chilometro zero ed eventuali farciture di prima qualità. Sono inoltre un ottimo contorno per formaggi piastrati, magari abbinati ad altra frutta secca e ad aromi dell’orto, o un ingrediente prezioso per cous cous dolci e naturalmente potranno essere un’ ottima farcitura per panettoni, brioche e vari impasti di pane.

Preparare “li trìzzi di ficu” (trecce di fichi) in Sicilia, tra agosto e settembre, sino ad una trentina di anni fa rappresentava ancora un vero e proprio rito familiare di chiara origine araba (ma ci sono tracce anche dai tempi del periodo greco romano, intorno al V secolo A.C. ); tutto iniziava dalla scelta dei frutti più grandi e succosi e dall’allestimento delle canne che servivano per adagiare i fichi, che poi venivano opportunamente posizionati in giardino o in angoli di campagna lontani dalla golosità di bambini e animali domestici.

In Sicilia sono molto apprezzati i fichi di Nissoria, nell’Ennese.

 

 

 

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Questa è la mia ricetta di famiglia che abbina la preparazione dei fichi secchi anche alla profumata Nepitella e alle mandorle.  Nella mia Cucina del Sole potrete assaggiarli durante alcune golose lezioni!

Fichi secchi
Ingredienti:

fichi

noci o mandorle sgusciate (facoltative)

nepitella

Procedimento:

Nettare i fichi, che dovranno essere non molto maturi e perfettamente sani, con un tovagliolo pulito e disporli, senza pelarli e un po’ distanziati gli uni dagli altri, su una tavola di legno o su una gratella di canne. Esporli al sole per qualche giorno finché si ricopriranno di una sottile patina bianca avendo cura di ritirarli in casa la sera.

Infilarli dunque in piccole bacchette di canna o “cucirli” l’un l’altro servendosi di un grosso ago, con dello spago incolore. Così confezionati tuffarli per qualche istante dell’acqua bollente, aromatizzata con qualche foglia di Nepitella. Scolarli ed esporli al sole ancora per un paio di giorni. Prima di iniziare il procedimento di essicazione, i fichi possono essere tagliati a metà e appena pronti per essere conservati, possono essere riuniti uno ad uno e farciti di volta in volta, con un pezzetto di noci o di mandorla. In questo caso, dopo essere stati infilzati nelle bacheche di canna con lo spago, dovranno essere infornati per qualche istante ad alta temperatura e conservati. Altro sistema di confezionarli è quello di pelarli all’inizio della fase di essiccamento. Si conservano a lungo, appesi in un luogo fresco e asciutto.

Scriveva Leonardo Sciascia ne Gli zii di Sicilia: “Il senso della campagna, tutta frusciante di foglie gialle ce lo dava il giardino dell’oratorio, ora l’arciprete più attivamente di prima ci chiamava alla dottrina, ci offriva fichi secchi e mandorle infornate”.

 

Siete pronti per cimentarvi con i vostri fichi secchi? Fateci sapere se siete riusciti nell’impresa, visitando il nostro Gruppo Facebook! ma soprattutto, veniteci a trovare a Viagrande Cucina del Sole è sempre aperta ai curiosi della cucina siciliana e mediterranea che vogliono imparare i segreti della tradizione gastronomica.