“The best taste of Sicily” in un libro

Sugli scaffali di pochi fortunati viaggiatori esiste un piccolo libro al quale sono molto legata. Questo volume si intitola The best taste of Sicily, è stato scritto e tradotto in inglese pochi anni fa da mia madre, Eleonora Consoli. Era il suo dono speciale per i corsisti provenienti da tutto il mondo che partecipavano alle sue lezioni di Cucina del Sole e che, inevitabilmente, restavano affascinati dai suoi corsi, dal suo amore per la Sicilia e dalla ricerca raffinata dei buoni sapori.

Eleonora rappresentava il cuore di Cucina del Sole, un luogo che unisce il valore del buon cibo, lo studio dei sapori del passato, la sperimentazione (con prodotti locali e non solo) e di ottima qualità. Le lezioni che si tengono nella nostra casa di Viagrande, nel Catanese, racchiudono – oggi come ieri – tutta questa ricchezza che mi ha trasmesso assieme alla grande eredità enogastronomica della sua famiglia.

The best taste of Sicily: Piatti famosi e ricette della tradizione

The best taste of Sicily raccoglie in poco meno di 40 ricette il meglio della cucina dell’Isola. Ci sono i piatti più ricercati e noti oltre i confini italiani, come il timballo del Gattopardo, la caponata, la cassata; ma anche quelli più legati alle tradizioni popolari come le frittatine di bianchetti (conosciuti in dialetto come mucco) o il gelo di cannella. Un piccolo volume che diventa una maniera efficace e immediata per far conoscere a un pubblico internazionale la bellezza e il valore dei sapori siciliani.

🍴Il #timballo del #Gattopardo è un capolavoro della cucina siciliana, senza dubbio uno dei piatti più richiesti tra le…

Pubblicato da Cucina del Sole di Monica Consoli su Sabato 15 dicembre 2018

La storia del Mediterraneo in cucina

In The best taste of Sicily Eleonora Consoli ha messo al centro della selezione di ricette la storia della Sicilia. Posizione geografica, bellezza, fertilità e condizioni climatiche hanno attirato nel corso dei secoli numerose popolazioni. Fenici, greci, romani, arabi, spagnoli e francesi “hanno influenzato la nostra cucina introducendo nuovi prodotti e particolari maniere di cucinare”, si legge nell’introduzione rivolta ai suoi studenti.

La tradizione, elaborata nei fornelli tanto delle famiglie nobili quanto di quelle più umili, è legata a doppio filo con la salubrità riconosciuta in tutto il mondo della dieta Mediterranea. Un valore, quest’ultimo, sempre apprezzato dagli amanti del buon cibo in qualsiasi angolo del mondo.

Tra quelli proposti da mia madre, ho scelto due piatti che si trovano tra tradizione e gusto: il macco (tradotto in inglese come Fava beans purée, purea di fave) e le sontuose crispelle di riso alla Benedettina.

Festeggiamo il 2019 con questa deliziosa #cassatasiciliana! Insegno a prepararla ai corsisti di #Cucinadelsole. La…

Pubblicato da Cucina del Sole di Monica Consoli su Martedì 1 gennaio 2019

Fava beans purée – Maccu

Serves 4: 300 g dried fava beans, peeled; 200 g wild fennel; 1 small onion chopped; 1 ripe tomato, peeled, seeded and chopped; 6 tbsp. extra-virgin olive oil; salt; pepper croutons or pasta (optional).

Soak the fava beans overnight, in cool water. Sauté the onion in a large pan with 4 tbsp. olive oil, until light brown.
Add the tomato and stir, then add the fava beans, previously strained.
Stir in the tenderest parts of the wild fennel.
Pour fresh water, to cover two inches above the beans surface.
Add salt, pepper ad simmer for about one hour.
When the fava beans become a thick purée, the “maccu” is ready.
Drizzle with two tbsp. of olive oil and serve, if desired, with croutons or with pasta.

Per 4 persone: 300 grammi di fave secche, pelate; 200 grammi di finocchio selvatico; 1 cipolla piccola tritata; 1 pomodoro maturo, pelato e tritato; 6 cucchiai di olio extravergine d’oliva; sale; crostini o pasta (opzionale).

Immergere le fave durante la notte, in acqua fredda. Rosolare la cipolla in una padella capiente con 4 cucchiai di olio d’oliva.
Aggiungere il pomodoro e mescolare, quindi aggiungere le fave, precedentemente passate.
Aggiungere le parti più tenere del finocchio selvatico.
Versare acqua fresca, fino a coprire completamente la superficie.
Aggiungere sale, pepe e mettere a sobbollire per circa un’ora.
Quando le fave diventano una purea densa, il “maccu” è pronto.
Terminare con due cucchiai di olio d’oliva e servire, se si vuole, con crostini o con la pasta.

Sweet rice croquettes Benedictine style – Crispelle di riso alla Benedettina

Serves 4: 250 g rice; 100 g flour; orange peel (grated); honey (about 1/2 cup); cinnamon; 2 dl extra-virgin olive oil, for frying.

Cook the rice in six dl of boiling, salted water, over very low fire, until the liquid is absorbed, stirring frequently.
Set aside, for about twelve hours.
Add the flour, the orange peel (about two tbsp.) and mix well.
Put it aside for about two hours, then moisten the rolling board and spread the rice on it (it should be about two cm thick).
With a knife, make eith-ten cm long strips, wide about two cm.
Heat the olive oil in a small saucepan and fry the rice strips, a few at a time, until light golden.
Drain and put them on absorbent paper, to remove the excess oil.
Place the rice croquettes on a serving dish, sprinkle with hot honey and ground cinamon and serve.

Per 4 persone: 250 grammi di riso; 100 grammi di farina; scorza d’arancia grattugiata; miele (circa 1/2 tazza); cannella; 2 dl di olio extravergine di oliva, per la frittura.

Cuocere il riso in sei dl di acqua bollente, salata, a fuoco molto basso, fino a quando il liquido non viene assorbito, mescolando spesso.
Mettere da parte per circa dodici ore.
Aggiungere la farina, la buccia d’arancia (circa due cucchiai) e mescolare bene.
Mettere da parte per circa due ore, poi inumidire il piano di lavoro e stendere il riso su di esso (lo spessore dovrebbe essere di circa due centimetri).
Con un coltello, fare delle strisce lunghe dieci centimetri e larghe circa due centimetri.
Riscaldare l’olio d’oliva in una piccola casseruola e friggere le strisce di riso, poche alla volta, finché non diventano dorate.
Scolare e mettere su carta assorbente, per rimuovere l’olio in eccesso.
Mettere le crocchette di riso su un piatto da portata, cospargere con miele caldo e cannella e servire.

Le porte di Cucina del Sole sono aperte agli amanti del buon cibo provenienti da tutto il mondo. Contattaci per saperne di più sui nostri corsi.